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Un titolo strano vero? E vi starete domandando quale filo conduttore possa avere con le tematiche che affrontiamo solitamente in questo blog. I più appassionati lo sanno che ogni tanto ci concediamo qualche divagazione ma i collegamenti, che sempre ci sono, lasceremo che a trovarli siano i lettori stessi.

Pertanto oggi vi vorremmo far ascoltare un monologo del comico George Carlin di una ventina di anni fa sul tema ambientale. Vi potrebbe risultare irriverente, fastidioso a tratti disturbante, ma era proprio questo l’intento dell’autore… suscitare elle emozioni che si imprimessero nella mente per aiutarci a riflettere successivamente… ci auguriamo che le parole vengano quindi colte con la giusta ironia e raggiungano il loro scopo.

Ma prima del monologo due parole sull’autore e un altro suo breve testo

Carlin ha costantemente violato i confini accettati della commedia e del linguaggio, in particolare con il suo monologo risalente al 1972 dal titolo “Seven Words” – in cui elencava e ironizzava sui 7 termini o parolacce che erano considerati tutti tabù nelle trasmissioni televisive fino ad oggi.

Quando le pronunciò tutte e sette in uno spettacolo a Milwaukee nel 1972, fu arrestato con l’accusa di disturbo della quiete pubblica, fu liberato con una cauzione di 150 dollari e assolto quando un giudice del Wisconsin respinse il caso, dicendo che era indecente ma citando la legge sulla libertà di parola e la mancanza di qualsiasi disturbo.

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Quando le parole furono successivamente riprodotte su una stazione radio di New York, risultarono in una sentenza della Corte Suprema del 1978 che confermava l’autorità del governo di sanzionare le stazioni per la trasmissione di un linguaggio offensivo durante le ore in cui i bambini potevano ascoltare.

In una intervista disse:

“Quindi il mio nome è una nota a piè di pagina nella storia legale americana, di cui sono perversamente orgoglioso”.

Nonostante la sua reputazione di impenitentemente irriverente, Carlin è stato un punto fermo della televisione nel corso dei decenni, servendo come presentatore del debutto di “Saturday Night Live” nel 1975 – annotando sul suo sito Web che era “sovraccarico di cocaina per tutta la settimana”.

“Perché chiudono a chiave i bagni delle stazioni di servizio?” rifletté una volta. “Hanno paura che qualcuno li pulisca?”

“La più grande arroganza di tutte: salviamo il pianeta… Cosa? Mi state prendendo per il culo? Salvare il pianeta? Ma se ancora non sappiamo prenderci cura di noi!”

Prima di introdurvi al video vi proponiamo qualche rigo tratto da un altro suo monologo, sempre parecchio datato ma maledettamente attuale, forse un po’ smielato ma tristemente vero in molti punti.

Nel video potreste indignarvi se non riuscirete a cogliere l’ironia delle sue affermazioni, in questo testo invece proviamo solo a riflettere e ricordiamoci che anche questo monologo è di una trentina di anni fa… ti consigliamo di leggerlo, ma se preferisci solo ascoltarlo salta alla fine del testo…

Non sottovalutare mai il potere delle persone stupide in grandi gruppi.

Il paradosso dei nostri tempi

… è che abbiamo edifici sempre più alti, ma moralità sempre più basse, autostrade sempre più larghe, ma orizzonti sempre più ristretti.

Spendiamo di più, ma abbiamo meno, comperiamo di più, ma godiamo meno.
Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole, più comodità, ma meno tempo.
Abbiamo più istruzione, ma meno buon senso, più conoscenza, ma meno giudizio, più esperti, e ancor più problemi, più medicine, ma meno benessere.

Beviamo troppo, fumiamo troppo, spendiamo senza ritegno, ridiamo troppo poco, guidiamo troppo veloci, ci arrabbiamo troppo, facciamo le ore piccole, ci alziamo stanchi, vediamo troppa TV, e meditiamo di rado.

Abbiamo moltiplicato le nostre proprietà, ma ridotto i nostri valori.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.
Abbiamo imparato come guadagnarci da vivere, ma non come vivere.
Abbiamo aggiunto anni alla vita, ma non vita agli anni.
Siamo andati e tornati dalla Luna, ma non riusciamo ad attraversare il pianerottolo per incontrare un nuovo vicino di casa.

Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non lo spazio interno.
Abbiamo creato cose più grandi, ma non migliori.
Abbiamo dominato l’atomo, ma non i pregiudizi.
Pianifichiamo di più, ma realizziamo di meno.
Abbiamo imparato a sbrigarci, ma non ad aspettare.
Costruiamo computers più grandi per contenere più informazioni, per produrre più copie che mai, ma comunichiamo sempre meno.

Questi sono i tempi del fast food e della digestione lenta, grandi uomini e piccoli caratteri,
ricchi profitti e povere relazioni.
Questi sono i tempi di due redditi e più divorzi, case più belle ma famiglie distrutte.

Questi sono i tempi dei viaggi veloci, dei pannolini usa e getta, della moralità a perdere, delle relazioni di una notte, dei corpi sovrappeso, e delle pillole che possono farti fare di tutto, dal rallegrarti, al calmarti, all’ucciderti.

È un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.

Ricordati di spendere del tempo con le persone che contano ora, perchè non saranno con te per sempre.

Ricordati di dire una parola gentile a qualcuno che ti guarda dal basso in soggezione, perchè quella piccola persona presto crescerà, e lascerà il tuo fianco.
Ricordati di dare un caloroso abbraccio alla persona che ti sta a fianco, perchè è l’unica cosa che conta, e non costa nulla.

Ricordati di dire “grazie” alle persone, ma soprattutto pensalo.
Un gesto di gratitudine può curare ferite che vengono dal profondo dell’anima.

Dedica tempo alle persone, dedica tempo alla conversazione, e dedica tempo per condividere i pensieri preziosi della tua mente.

E ricorda sempre…

la vita non si misura da quanti respiri facciamo, ma dai momenti che ce li tolgono.


Il monologo sul nostro pianeta (ricordatevi di attivare i sottotitoli).

Vi siete indignati? Avete riflettuto?

Lasciateci un commento se vi va…
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