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Se sei una persona interessata alla salute, tua e dei tuoi familiari a un certo punto ti sarai ritrovata perplessa davanti gli scaffali contenenti prodotti “BIOLOGICI” chiedendoti se il loro costo maggiore vale in termini di salute.

Un’aura di salute circonda questi prodotti e sembra che se li metti accanto a qualsiasi cibo, questo diventa sano come per magia, ma i costi più alti dei prodotti tradizionali e sopratutto di quelli d’importazione sembra continuino a far desistere una grande fetta della popolazione.

Delle indagini di mercato del 2019 identificano un utilizzo decisamente ridotto dei prodotti  bio oltre che per i costi maggiori dovuti ai motivi intrinsechi di questo tipo di produzione, anche per i dubbi che nutrono molte persone circa l’effettiva “biologicità” dei prodotti e degli effettivi vantaggi in termini di salute.bio

In questo articolo non ci soffermeremo più di tanto su quest’ultimo aspetto. Se qualcuno, per quanto assurdo possa sembrare ritiene che i pesticidi chimici e la mancanza di controlli sulla produzione di determinati prodotti non possa arrecare danni alla salute… beh non sta a noi sottolineare l’ovvio.

Diciamo che la mia posizione è precisa. Così come non mi farei mai inoculare un farmaco che un medico non userebbe su se stesso, allo stesso modo non mangerei del cibo che la stessa persona che l’ha coltivato non mangerebbe.

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Un ricordo degli anni ’80

Nel sud Italia, specie in determinate zone ci sono delle coltivazioni di ciliegie di cui sono ghiotto. Da quand’ero piccolo c’era l’abitudine con i miei genitori di andare, nel periodo della raccolta da alcuni parenti coltivatori diretti a dare una mano nella raccolta più che altro come scusa per ritrovarsi all’arrivo della bella stagione.

Quando nel pomeriggio dopo un pranzo luculliano tutto fatto di cibi di loro produzione, ce ne stavamo per andare uno degli zii ci metteva nel portabagagli una bella cassetta di ciliegie specificando che queste… “sono quelle buone”…

Ricordo che una volta chiesi a mio padre perchè queste sarebbero “quelle buone” dato che a me sembravano uguali alle altre o forse anche più piccole di alcune che avevo raccolto io. Lui mi spiegò che gli zii con linguaggio semplice ci dicevano che queste ciliegie sono quelle coltivate per il loro stesso uso, non per la vendita quindi senza l’utilizzo di concimi chimici o antiparassitari.. gli alberi ne portavano molte di meno, qualcuna sembrava un poco più ammaccata, bisognava scartare tutte quelle danneggiate dagli insetti e quelle che rimanevano erano comunque “quelle buone”.

Quindi cosa sono i prodotti biologici?

Un alimento con l’etichetta “biologico” non è altro che un prodotto agricolo o agroindustriale che è prodotto seguendo una serie di procedure e protocolli chiamati “biologici”, che generalmente evitano o minimizzano l’uso di pesticidi, fertilizzanti artificiali o erbicidi. Questo è tutto.

Così, quando qualcuno ti dice: “questo prodotto è biologico”, significa che è stato prodotto usando una metodologia “biologica” molto specifica e regolamentata, che permette di ottenere quell’etichetta.

sono generalmente esclusi dalla categoria eco gli alimenti modificati geneticamente (o transgenici) che sono più resistenti ai parassiti e migliorano la produzione delle colture.

Un’altra regola chiave dell’agricoltura biologica è quella di rispettare i cicli naturali senza alterarli artificialmente, il che, almeno da un punto di vista teorico, contribuisce a una maggiore ricchezza di micronutrienti dei prodotti ottenuti.

Un altro vantaggio proposto dagli amanti del biologico è la diminuzione dei livelli di inquinamento generati durante la produzione, ottenendo un uso più sostenibile delle risorse e un minore impatto ambientale.

Ma non va sottostimato il fatto che i prodotti ecologici hanno un valore nutrizionale più elevato. È noto infatti che i micronutrienti (vitamine e minerali) in frutta e verdura sono diminuiti drasticamente negli ultimi decenni. Stentavo anche io a crederlo, ma ho letto di uno studio che riportava concentrazioni vitaminiche decisamente inferiori nelle arance di oggi rispetto a quelle di qualche decennio fa.

Se si nota il logo verde di una foglia stilizzata formata dalle stelle della bandiera dell’Unione Europea, questo certifica la produzione biologica delle derrate.

Ma quando si è al supermercato per frutta e verdura non confezionata è necessario fare alcune verifiche:

  • il primo consiglio è di leggere l’etichetta;
  • informarsi sempre sull’azienda produttrice;
  • ricercare le certificazioni che vengono assegnate alle aziende;
  • inoltre nei prodotti biologici deve essere sempre presente un codice identificativo della produzione biologica, solitamente con la dicitura “DA AGRICOLTURA BIOLOGICA” seguita da un codice identificativo del paese di produzione (IT per l’Italia) e riferimenti al metodo di produzione biologico e alla certificazione.

bioLe aziende agricole che scelgono di adottare il metodo biologico sono sottoposte a stringenti protocolli e frequenti controlli ispettivi per garantire la qualità dei loro prodotti. Per le aziende che riportano dati non veri o fuorvianti riguardo il metodo biologico è previsto il reato di frode commerciale e sono severamente punite.

Nonostante il lungo iter burocratico, la severità dei controlli e la maggiore attenzione alla produzione, sempre più imprese decidono di dedicarsi al biologico, in quanto è più sicuro per la salute dei lavoratori e permette una migliore qualità del lavoro agricolo.

Con poco tempo a disposizione il miglior modo per essere sicuri di acquistare veramente cibo biologico rimane quello di consumare frutta e verdura di stagione, affidarsi ad aziende serie e leggere l’etichetta e cercare il logo del biologico.

Ora che sai come riconoscere il vero biologico nell’etichetta è ora di provare sul campo, o meglio sulla tavola, la differenza di gusto del cibo biologico e tieniti pronto a ritrovare i gusti e i profumi del cibo dei nostri nonni.

E tu usi prodotti Biologici?
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