Il titolo è un po’ pretenzioso, e l’immagine in apertura che fa riferimento al film “the Truman Show” non è casuale, ma non ci dilungheremo in disquisizioni puramente filosofiche che potrete trovare in altri siti o testi specializzati.

Questo titolo ha lo scopo di introdurre il nostro pensiero, la nostra “posizione” quando scriviamo gli articoli del sito e in particolare di una nuova rubrica che siamo in procinto di aprire e che tratterà di una tematica “particolare” fortemente richiesta dai nostri visitatori. In questa nuova ribrica tratteremo appunto argomenti inerenti il mondo dell’ufologia.

C’è già tanto in rete sull’argomento e non mancheremo nei vari articoli di indirizzarvi anche verso altre fonti che riterremo quantomeno interessanti, tuttavia cercheremo di affrontare tutti gli argomenti che proporremo con un moderato distacco… a poco importerà infatti cosa ne pensa lo scrivente di turno, molto più importante sarà la vostra esperienza su ciò che avrete letto.
Che siano informazioni nuove di cui non eravate a conoscenza o cose già sentite dire, qualcosa “vi rimarrà” ed è proprio su quella sensazione, magari inviatavi della vostra coscienza interiore, che vi invitiamo a riflettere, ed infine come processo finale a trarre le vostre personali considerazioni. Considerazioni che come dice qualcuno, vero o falso che sia, saranno determinate da quella che è il vostro attuale livello di crescita personale in qualunque direzione sia orientato.

OFFERTE PROMOZIONALI A TEMPO LIMITATO




Lo ripeteremo spesso…

Cercheremo di non stancarci di ripeterlo, ma niente di quanto leggerete su questo sito deve essere preso come “verità” in senso assoluto del termine, ma poi cos’è la verità? Alcuni filosofi definiscono la verità come la concordanza fra il giudizio e la realtà. Cosa significa? Cosa sarebbe questa “realtà” a cui dovrebbe rapportarsi il nostro personale giudizio? Ma il reale e la realtà sono una stessa e medesima cosa? No: il reale è l’essere, la realtà è la manifestazione dell’essere…

Per mantenere l’argomento leggero provo solo a fare una personale riflessione. Io quando guido presto molta attenzione ai semafori ovviamente, e nella mia realtà so che quando il semaforo diventa rosso mi devo fermare e quando è verde posso proseguire.
Mio padre era daltonico e lui, nella “sua realtà” si doveva fermare quando vedeva una specie di violetto e proseguire quando vedeva una specie di giallo grigiastro… questo almeno dal punto di vista degli altri… dal suo no! Anche lui riteneva di fermarsi al rosso e proseguiva con il verde, ma quello che effettivamente vedeva lui non corrispondeva a quello che vedevano gli altri…
Quindi lui viveva in una realtà differente dalla mia? Probabilmente no, era la sua percezione del reale ad essere differente.

Che quindi anche chi asserisce di vedere ciò che altri non vedono possa essere dovuto ad una diversa percezione della realtà? Forse…

Facciamo un gioco

test

Cisa vedete in questa immagine?

Molti vedranno un oca, altri un coniglio… quale dei due è vera? Quale quella giusta? Forse entrambe, o forse solo quella che voleva rappresentare l’illustratore…

La morale…

Quello che sempre consiglieremo quindi sarà di leggere queste storie con una sufficiente apertura mentale e un sano scetticismo, ricordando sempre che, se una cosa la si trova scritta non sempre è vera, e che chi racconta un fatto che gli è capitato, qualcosa che ha visto o qualcosa di cui è venuto a conoscenza, persona nota o perfetto sconosciuto che sia, può avere un motivo personale o “politico” per inventarsela, o modificarlo, o potrebbe come detto, ritenere reale una situazione che per altri non potrebbe mai essere tale. Oppure potrebbe essere una reale realtà che molti non possono ancora accettare…

Si racconta, anche se da molti viene ritenuta leggenda, la storia dei nativi americani che non “videro” le caravelle di Colombo che arrivavano sulla costa ma solo delle stane increspature nell’acqua, solo lo sciamano del villaggio riusciva a percepire qualcosa.

Spiegazione del fenomeno

La, sempre presunta, spiegazione di questo fenomeno è che la mente dei nativi, non aveva saputo decodificare ciò che non aveva mai visto, a tal punto da rendere il tutto “invisibile” ai loro occhi. Ovvero, le tre navi risultavano alla mente ed alla coscienza dei nativi americani un fatto sconosciuto e invisibile.

La nostra mente, e questo è un dato scientifico, in genere elabora le informazioni confrontandole e mettendole in relazione con il materiale che abbiamo acquisito con l’esperienza. In questo caso i nativi non potendo confrontare con nulla di simile “in archivio”, i loro occhi, si “rifiutarono” di vedere le navi, rendendole appunto, “invisibili”.

Gli sciamani del villaggio fecero notare che le onde avevano un movimento anomalo e quando “videro” le caravelle, pur non capendo bene il significato di tali oggetti, provarono a divulgare il verbo.

D’accordo, questa potrebbe essere una versione romanzata dell’esperienza dei nativi Americani, ma approfondendo, magari in tono un po’ più scherzoso che dire della percezione del “reale” che ebbe appunto Cristoforo Colombo? Lui era fortemente “convinto” di essere approdato sulle Indie e quindi appellava gli indigeni come “Indios”, appunto indiani, ma loro, nella realtà oggettiva di indiano non avevano nulla e questa cosa non fa altro che infastidirmi fin da quando da ragazzino vedevo i film western.

Volete fare un esperimento?

Premessa: potrebbe funzionare solo se non lo conoscete già e se lo farete senza aver già letto la continuazione dell’articolo.

Quindi guardate questo video e provate a contare quanti scambi di palla vengono effettuati da questi ragazzi… contateli bene e riprendete a leggere solo dopo averlo visto.

 

 

 

 

 

 

 

Allora? Tutti avete visto passare il gorilla? Molti si, ma vi assicuro che molti (circa la metà delle persone a quanto pare), non l’avranno visto e con questo esperimento di Christopher Chabris e Daniel Simons presentato ad Harvard nel 1999, si è data dimostrazione del concetto di “percezione selettiva”.

Si tratta di un errore che consiste nel modificare la visione che abbiamo della realtà per vedere ciò che ci aspettiamo di vedere. O, come in questo caso, non vediamo ciò che non ci aspettiamo di vedere, così se nella nostra cultura, qualcosa non viene riconosciuto e accettato e non abbiamo appunto la giusta predisposizione, come lo sciamano di prima, non vedremko e di conseguenza acceteremo il nuovo.

Non troppo tempo fa credevamo, perchè qualcuno ce lo aveva detto, che la terra era ferma e tutto il creato gli girava intorno, e guai ad asserire il contrario, si rischiava di essere infamati come minimo e bruciati sul rogo come estremo, e pensare che oggi questo è verità assoluta.

E chiudiamo con una citazione tratta da un nota trilogia cinematografica che tutti abbiamo visto, e chi non l’ha visto dovrebbe farlo…

Come definire la realtà? Ciò che tu senti, vedi, degusti o respiri non sono che impulsi elettrici interpretati dal tuo cervello.
(Dal film Matrix)

 

E voi cosa ne pensate?, vi invitiamo come sempre a raccontarci le vostre esperienze, nei commenti degli articoli del sito, sui social, o privatamente via email.
A noi fa piacere e spero che creeremo una comunità sempre più attiva e come diceva Albert Einstein: “Non si può ottenere nulla di veramente prezioso se non con la cooperazione disinteressata di molti individui”.

ADV
karmaweb.net