giovedì, 1 Dicembre 2022
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L’amaro svedese un preparato in grado di curare molti mali

Tempo stimato di lettura: 12 minuti

Oggi parliamodell’Amaro Svedese un preparato che potrebbe essere molto più antico di quanto si ritenga. L’amaro svedese (Schweden Bitter) è una tintura madre ottenuta mediante una miscela composta da erbe svedesi e grappa o acquavite (almeno nella ricetta originale) messe a macerare al sole per circa 15 giorni e successivamente filtrate per ottenere il prodotto finale.

Questo prodotto è divenuto col tempo molto diffuso grazie alla nota erborista austriaca Maria Treben che ne ha divulgato sia gli utilizzi che la preparazione nel suo libro “La Salute della Farmacia del Signore”.

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Tale ricetta non è però attribuibile alla scrittrice. Al contrario, alcuni raccontano che la Treben la riportò soltanto alla luce attraverso un antico manoscritto contenente gli appunti di un medico luminare di origini svedesi, il dottor. Claus Samst, grande estimatore di questo elisir che morì alla veneranda età di 104 anni.

Altri invece sostengono che l’amaro svedese venne originariamente inventato da Paracelso, un’importante medico, alchimista e botanico svizzero vissuto nel Rinascimento.

Per creare questo prodotto non vi è dunque una ricetta specifica, ma esistono una serie di ingredienti base ai quali vengono poi aggiunte altre erbe, a seconda del tipo di miscela che i diversi produttori vogliono ottenere.

Non sempre le versioni di amaro svedese trovate in commercio vengono preparate con una base alcolica e nel rispetto della ricetta originale riportata dalla Treben.

Ma chi era questa Maria Treben

Maria Treben era una scrittrice ceca, appassionata di erboristeria e di rimedi fitoterapici. La sua esperienza personale con una malattia grave, il tifo, portò la Treben ad assumere nuove visioni riguardo alle cure e alla salute.
Avendo contratto il tifo in età abbastanza giovane, ella portò con sé per molti anni le conseguenze di tale malattia che le provocarono numerosi e continui disturbi, di natura molto seria.
In realtà, durante questi anni Maria Treben, nonostante fosse ormai fuori pericolo, continuava a soffrire di crampi allo stomaco, diarrea, vomito e dolori forti che le impedivano di stare seduta o coricata.

Di seguito come estratto dal libro proprio le parole della Treben ci racconteranno come venne a conoscenza di questa ricetta e come miracolosamente guarì dai disturbi che ormai la affliggevano da anni.

La professoressa Treben, molto religiosa, pensò immediatamente ad un miracolo, ma poi si rese conto che in realtà era stato quel prodigioso liquore ricevuto in regalo ad averla guarita.

È proprio da questa straordinaria guarigione che cominciò la passione della Treben per le erbe mediche. Ella condusse uno studio che si protrasse per diversi anni e, dopo aver approfondito la conoscenza di numerosissime erbe mediche, pubblicò il libro sopra citato.

L’autrice ci teneva a precisare che tutte le cose che si trovano in natura hanno una loro funzione e molte erbe risultano indispensabili per curare quasi tutti i mali che affliggono l’uomo.

Essendo cattolica, la Treben sottolineava spesso che le erbe mediche ci sono state donate da Dio purché ne facciamo un buon uso. Ecco perché diede quel titolo al libro. In esso, oltre a parlare di erbe mediche in generale, la scrittrice analizzò anche le proprietà di tutte le erbe che compongono l’amaro svedese (grazie al quale poteva godere di nuovo di ottima salute).

Tratto dal libro

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La salute dalla farmacia del Signore. Erbe medicinali: consigli ed esperienze
476 Recensioni

Amaro svedese

La seguente ricetta fu trovata, dopo la sua morte, fra gli appunti del celebre medico svedese e rettore della facoltà di medicina, Dr. Samst. Il Dr. Samst era deceduto all’età di 104 anni in sequito ad un incidente mentre cavalcava. Anche i suoi genitori ed i suoi nonni avevano raggiunto un’età patriarcale. ciò che ora vi diro suonerà proprio come una favola; invece è accaduto veramente.

Da giovane giunsi gravemente ammalata nei pressi di Lembach nel Mühlviertel. Dopo essere stata espulsa dalla mia patria nei Sudeti e sistemata in un campo profughi bavarese, mi ero ammalata di tifo addominale, di intossicazione di carne alla quale si aggiunse un’epatite e un’occlusione intestinale. Rimasi in ospedale più di sei mesi. Allorchè mio marito fece venire in Austria me, il bambino e le nostre due madri, io ero ancora molto debole sulle gambe. Di notte ero colpita da dolori che trafiggevano il mio corpo come
spade. In quei momenti non riuscivo a stare nè seduta nè coricata e contemporaneamente mi assalivano accessi di vomito e di diarrea. Ero proprio ridotta a mal partito.

I medico diagnosticò postumi di tifo che spesso si manifestano per lunghi anni dopo la malattia. Un giorno una signora mi portò una bottiglietta contenente un liquido bruno scuro molto profumato. Aveva saputo della mia malattia e voleva aiutarmi. Queste Erbe Svedesi avevano liberato anche lei da un male gravissimo. Nella copia che portava con se di un «Antico Manoscritto» veniva spiegato in 46 punti come queste gocce avrebbero
guarito ogni sorta di infermità.

La ricetta, diceva, proveniva dalle opere postume di un celebre medico svedese il quale, come gli altri membri della famiglia, aveva raggiunto un’età straordinariamente avanzata. Secondo il punto 43, le gocce di Erbe Svedesi guarivano persino «ulcere pestose e bubboni anche se avevano ormal raggiunto la gola. In un primo momento riposi le gocce nella farmacia di casa. Non volevo proprio credere che queste, dall’aspetto cosi modesto, potessero restituirmi la salute visto che nemmeno il mio medico vi era riuscito. Ma presto mi ricredetti.

Ero seduta davanti ad un cesto enorme pieno di pere più che mature che dovevano essere sistemate senza indugio ed utilizzate, quando mi colpi un nuovo attacco. Poichè mi avevano assicurato che le gocce potevano essere prese sia per via interna che esterna sotto forma di impacchi, non esitai ad applicare sulla mia pancia del contone bagnato con ie gocce coprendolo con un foglio di plastica e, legatomelo addosso col reggicalze me ne tornai al mio lavoro. Una sensazione meravigliosa di calore pervase tutto il mio corpo e improvvisamente ebbi l’impressione come se qualcuno, con un unico gesto della mano, mi liberasse da ogni male.

Vi assicuro che con quest’unico cataplasma portato per tutta la giornata sotto il reggicalze avevo allontanato tutti i disturbi degli ultimi mesi. La malattia era come volatilizzata; mai più ebbi neanche un solo attacco.

Nostro figlio, che allora aveva sei anni, aggredito da un cane lupo, era rimasto terribilmente sfigurato, delle cicatrici ipertrofiche di colore rosso scuro si formarono in seguito sul suo volto, dal naso alla bocca. Nel «manoscritto antico» si legge al punto 33 che tutte le cicatrici, le stigmate ed i tagli, anche se di antica data, quando vengano inumidite con queste gocce per 40 volte scompaiono definitivamente Bagnammo quindi ogni sera in questo modo le cicatrici del bambino prima di metterlo a letto. Presto
svanirono completamente, anche quelle all’interno del naso.

Con queste esperienze alle spalle giunsi a Grieskirchen nel 1953. Durante una visita ad una fattoria incontrai la giovane moglie dell’agricoltore, madre di due bambini, mentre mungeva le vacche nella stalla. Mi disse che da settimane era in preda a dolori di capo insopportabili e poichè il medico temeva un tumore, ella sarebbe dovuta andare a Linz per una radiografia. Il giorno stesso le inviai mio figlio con una bottiglietta di Erbe Svedesi affinchè, per mezzo di un impacco, fosse liberata dei dolori almeno di notte. Ero proprio allibita quando alle sette del mattino seguente trovai l’agricoltore sull’ingresso di casa mia. «Cosa hai mandato a mia moglie? Dopo l’applicazione del cotone inumidito, i dolori sono
scomparsi in due minuti. Al mattino poi, dal naso si sono liberati verso la faringe due tappi grossi come mignoli, color mattone.» Infatti si era trattato di una sinusite trascurata che era guarita con l’applicazione di un solo impacco. La donna ancora oggi giura sulle Erbe Svedesi.

Anni fa ebbe per giunta l’occasione di salvare la figlioletta da una brutta polmonite per cui non rimane ormai più sfornita delle famose gocce.

[…] Nel libro seguono altre 4/5 pagine fitte di testimonianze di guarigioni effettuate dalla Treben… ma adesso leggiamo per cosa è consigliato questo magico elisir.

«ANTICO MANOSCRITTO» (Copia del Potere Terapeutico delle Erbe Svedesi)

1. Aspirandole o fiutandole ripetutamente, inumidendo con le Erbe Svedesi la prima vertebra cervicale, applicata una pezzuola bagnata con esse, scompariranno dolore e vertigini e si rinforzeranno la memoria ed il cervello.
2. Giovano nell’offuscamento della vista, tolgono il rossore e tutti i dolori persino quando gli occhi sono infiammati, torbidi e annebbiati. Rimuovono le macchie e la cataratta quando con esse vengono inumiditi gli angoli dell’occhio o quando si applica sulle palpebre degli occhi chiusi una pezzuola bagnata con esse.
3. Il vaiolo e gli sfoghi di ogni genere, anche le croste nel naso o in qualsiasi parte del corpo guariscono inumidendo le parti spesso e bene.
4. Contro il mal di denti si diluisce un cucchiaio di queste gocce in un po’ d’acqua trattenendole in bocca per qualche tempo oppure inumidendo il dente dolente con una pezzuola. Il dolore svanirà e il marciume regredirà.
5. Con le gocce ‘inumidiscono ripetutamente le vesciche sulla lingua o altre ferite; la guarigione non tarderà.
6. Quando la gola è arrossata o piagata per cui cibo e bevande causano dolore alla deglutizione, le gocce andranno ingerite al mattino, a mezzogiorno e alla sera; toglieranno il calore e guariranno la gola.
7. Chi soffre di crampi allo stomaco ne prenda un cucchiaio durante l’attacco
8. Contro le coliche si prendono tre cucchiai, lentamente uno dopo l’altro; presto sentirete sollievo
9. Le gocce annullano l’effetto dei venti nel corpo e rinfrescano il fegato, eliminano tutte le malattie dello stomaco e quelle intestinali e giovano contro la stitichezza.
10. Sono anche un ottimo rimedio per lo stomaco quando questo digerisce male e rifiuta i cibi
11. Giovano altrettanto contro i dolori alla cestifellea. Un cucchiaio ogni giorno, mattina e sera; di notte impacchi imbevuti di gocce elimineranno presto tutti i dolori.
12. Contro l’idropisia se ne prenda mattina e sera un cucchiaio nel vino bianco per la durata di sei settimane.
13. Contro dolori e ronzii all’orecchio si inumidisca con le gocce un batuffolo di cotone da introdurre nell’orecchio. Gioverà assai e restituirà persino l’udito perduto.
14. Ad una donna sofferente di dolori uterini se ne dia al mattino per tre giorni di fila un cucchiaio nel vino rosso; dopo una mezz’ora le si faccia fare una passeggiata e poi la colazione, ma senza latte. Le gocce non vanno prese insieme al latte.
15. Prendendone un cucchiaio mattina e sera durante gli ultimi 15 giorni della gravidanza, il parto sarà facilitato. Per liberare più facilmente la placenta, si somministri alla puerpera un cucchiaino da dessert ogni due ore fino a che la placenta non si stacchi senza doglie.
16. Se dopo il parto si verificano infiammazioni alla mammella con l’inizio dell’allattamento, esse spariranno rapidamente applicando degli impacchi di gocce.
17. Liberano i bambini dalla varicella. Si somministri ai bambini delle gocce, a seconda dell’età, diluite in un po’ d’acqua. Quando le vescicole cominciano a seccarsi, inumidirle ripetutamente con le gocce; non rimarranno cicatrici.
18. Sono efficaci contro i vermi nei bambini e negli adulti; eliminano persino le tenie, solo che ai bambini occorre somministrarle a seconda dell’età. Legare una pezzuola imbevuta di gocce sull’ombellico mantenendola sempre umida.
19. Nell’itterizia spariscono presto tutti i disturbi prendendo un cucchiaio di gocce tre volte al giorno ed applicando dei cataplasmi di goccé sul fegato ingrossato,
20. Sbloccano tutte le emorroidi, guariscono I reni, eliminano dal corpo, senza altre cure, i liquidi ipocondriaci, tolgono la malinconia e le depressioni e stimolano ‘appetito e la digestione
21. Aprono anche internamente le emorroidi se le bagnamo ripetutamente e se le rendiamo molli ingerendo le gocce, soprattutto prima di coricarci. Per via esterna si applica un batuffolino di cotone bagnato con le gocce. Renderà fluido anche il resto del sangue e gioverà contro i bruciori.
22. Se qualcuno è svenuto, gli si apra eventualmente la bocca somministrandogli un cucchiaio di gocce, e il malato ritornerà in se.
23. Prese per bocca allontaneranno anche il dolore dei crampi sordi fino a che col tempo non cessino del tutto.
24. Contro la tisi polmonare si prendano ogni giorno a digiuno e per la durata di sei settimane.
25. Quando una donna perde la sua depurazione mensile o questa sia troppo abbondante, è bene che prenda queste gocce per tre giorni ripetendo l’operazione per venti volte. Il medicamento calmerà quanto è in eccedenza e rimedierà a quanto è insufficiente.
26. Questo medicamento giova anche contro le perdite bianche.
27. Se qualcuno è affetto dal mal caduco (epilessia), occorre somministrargliene immediatamente. Il malato continui poi a prendere esclusivamente questo medicinale in quanto esso rinforzerà sia i nervi affaticati che tutto il fisico allontanando ogni malattia.
28. Guariscono le paralisi, scacciano le vertigini e la nausea.
29. Guariscono anche i bruciori del vaiolo e della erisipela.
30. Se qualcuno avesse la febbre, calda o fredda che sia, e fosse molto debole, gli si dia un cucchiaio, e l’ammalato, se non ha caricato il proprio corpo con altri rimedi, tornerà presto in se, il suo polso riprenderà a battere; fosse anche stata altissima la sua febbre, il malato migliorerà presto.
31. Le gocce guariscono cancro, vaiolo e verruche di vecchia data nonché le screpolature delle mani. Se una piaga è vecchia e purulenta o se presenta delle escrescenze, la si lavi accuratamente con
del vino bianco, coprendola poi con una pezza imbevuta di gocce. Esse elimineranno ulcere e dolori nonchè ‘escrescenza carnosa, e la ferita inizierà a quarire.
32. Tutte le ferite dovute a colpi o punture guariscono senza complicazioni quando vengono bagnate con le gocce. Immergete una pezza nelle gocce coprendo con essa le ferite. In brevissimo tempo elimineranno il dolore prevenendo ogni gangrena o putrefazione e quariranno anche ferite di vecchia data dovute ad arma da fuoco. Se ci sono buchi iniettate le gocce nella ferita che non bevuta, la guarigione avverrà in breve. Occorre necessariamente pulire in precedenza; mediante l’assidua applicazione di una pezza inumidita.
33. Fanno scomparire tutte le cicatrici, anche quelle più annose, tutte le piaghe e tutti i tagli se queste vengono inumidite con le gocce fino a 40 volte. Tutte le ferite curate con queste gocce non lasceranno cicatrici.
34. Esse guariscono completamente tutte le fistole anche se sembrano inquaribili e indipendentemente dalla loro età.
35. Curano tutte le ferite da ustioni; che siano prodotte da fuoco, acqua bollente o grasso, quando queste vengano assiduamente bagnate con le gocce. Non si formeranno vesciche; il calore ne verrà estratto. Persino vesciche purulente guariranno totalmente.
36. Le gocce giovano contro tumori e macchie dovuti a urti o colpi.
37. Se qualcuno non riesce a mangiare con appetito, esse restituiranno il sapore perduto.
38. A chi è molto anemico ridonano il colore quando vengano ingerite al mattino per un certo periodo di tempo. Esse purificano il sangue formandone del nuovo e ne favoriscono la circolazione.
39. I dolori reumatici scompaiono prendendo le gocce per bocca o applicando sugli arti infiammati delle pezze imbevute con le gocce stesse.
40. Curano mani e piedi congelati anche se piagati. Si consiglia di applicarvi il più spesso possibile delle pezze imbevute soprattutto la notte
41. Sui calli applicate un batuffolo di cotone imbevuto di gocce inumidendo con esso costantemente il punto dolente. Dopo tre giorni i calli si staccheranno da soli oppure potranno essere levati senza alcun dolore.
42. Curano anche morsi di cani arrabbiati e di altri animali, prese per bocca, in quanto distruggono tutti i veleni. Coprite le ferite con un panno imbevuto.
43. In caso di peste o altre malattie contagiose è opportuno ingerirne ripetutamente durante la giornata poichè curano ulcere pestose e bubboni anche se insediati nella gola.
44. Chi di notte non dorme bene prenda queste gocce prima di coricarsi. Nel caso di insonnia nervosa applichi sul cuore un panno imbevuto di gocce diluite.
45. Somministrate in quantità di due cucchiai ad un ubriaco, fanno scomparire gli effetti della sbornia.
46. Chi prende queste gocce quotidianamente mattina e sera, non avrà bisogno di alcun’altra medicina, poichè esse rinforzano il corpo, rinfrescano i nervi ed il sangue, liberano dal tremore mani e piedi.
In breve, allontanano ogni specie di malattia. Il corpo rimarrà ben elastico, il viso manterrà la sua giovanilità e bellezza. Importante: Tutti i quantitativi indicati vanno ingeriti diluiti in tisana o acqua.

I 46 punti del «Antico Manoscritto» rivelano il grande e miracoloso potere terapeutico di questo miscuglio di erbe. Si può asserire a ragion veduta che praticamente non vi sia malattia contro la quale queste Erbe Svedesi non giovino; sono comunque valide come base per qualsiasi cura.

MODALITÀ DI UTILIZZO

Uso interno: Secondo l’indicazione dell’Antico Manoscritto se ne prende come profilattico un cucchiaino da dessert diluito, mattina e sera. Contro i disturbi di qualsiasi genere si possono prendere tre cucchiaini diluiti. Contro le malattie maligne se ne prendono da due a tre cucchiai al giorno nel modo seguente: si prende rispettivamente un cucchiaio diluito in ⅛ di litro di tisana d’erbe, distribuendolo fra ½ ora prima e ½ ora
dopo ogni pasto.

Cataplasma di Erbe Svedesi: A seconda della dimensione della zona malata si prende un pezzo piccolo o grande di cotone idrofilo impregnato di gocce Svedesi e lo si applica sulla parte da trattare unta in precedenza con strutto di maiale o con crema di Calendula.
Quindi si copre il tutto con un pezzo un po’ più grande di plastica per evitare che si macchi la biancheria. Infine si fascia tutto con un panno o con una benda.

A seconda del tipo di malattia, il cataplasma deve rimanere in sito da due a quattro ore. Se ben sopportato lo si può lasciare per un’intera notte. Se in soggetti dalla pelle delicata si dovessero malgrado tutto verificare delle irritazioni cutanee, si dovranno abbreviare i tempi di applicazione degli impacchi o rimandare l’applicazione per un certo periodo. Chi soffre di allergie, fasci il cotone soltanto col panno senza usare il pezzo di plastica. In nessun caso di deve dimenticare di ungere la pelle. Se già dovesse essere in atto uno sfogo pruriginoso, la si tratti eventualmente con crema di Calendula.

Controindicazioni

L’amaro svedese potrebbe presentare alcune controindicazioni legate soprattutto alla sua natura alcolica. Pertanto si sconsiglia di utilizzarlo in gravidanza, in caso di epatopatie, ipersensibilità, allergie ed irritazioni di stomaco come ad esempio gastrite, esofagite da reflusso o ulcera, anche se come si può vedere nei punti precedenti parrebbe risolvere anche queste problematiche.


Oltre al libro proposto sopra di cui abbiamo pubblicato un estratto, Maria Treben ha scritto anche un altro libro molto apprezzato che magari tratteremo in seguito se evidenzieremo qualche altro preparato degno di particolare attenzione come per l’amaro svedese.

Quando è uscito il suo primo libro, Maria Treben aveva già trascorso una vita felice e ricca di soddisfazioni, pur non priva di disgrazie. Era piuttosto scettica sull interesse che potessero suscitare i suoi consigli e le sue esperienze con le piante officinali, «… già allora le librerie erano piene dei più bei libri sulle erbe officinali». Ma le cose andarono diversamente: il suo libro «La salute dalla Farmacia del Signore» è andato a ruba e in brevissimo tempo venne ad occupare i primi posti nelle classifiche. Un importante quotidiano tedesco ha persino definito l opera prima di Maria Treben «Bestseller del secolo». Finora sono stati venduti 12 milioni di esemplari della sua opera tradotta in più di 20 lingue, facendo dell autrice un esperta di piante officinali riconosciuta a livello mondiale. Il prezzo di questo successo è stato alto. Anziché trascorrere in tranquillità gli ultimi anni di vita, li ha vissuti in modo frenetico, con l agenda zeppa di appuntamenti … uno sforzo al quale riuscì a far fronte solo grazie alla sua vitalità e al suo modo sano di vivere.

Quasi dieci anni dopo il successo del primo libro Maria treben ne scrisse un altro questo:

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Il prodotto originale

Ovviamente non v’è certezza sulla serietà delle varie ditte che lo producono e se pertanto utilizzano la ricetta e la procedura originale, noi di viviliberamente.com tuttavia abbiamo provato tre bottiglie di aziende differenti e, senza nulla togliere alle altre, quella che consigliamo è questa:

Amaro svedese
Al click verrete indirizzati in altra pagina del browser, al sito del rivenditore consigliato.

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Molto graditi saranno eventuali

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di chi tra i lettori ha già provato questo preparato, oppure lo acquisterà e ce ne restituirà le impressioni. Noi conosciamo in ambito olistico parecchie persone che lo consigliano ardentemente, e al momento troviamo solo persone che ne parlano bene e anche noi per piccoli utilizzi dobbiamo ammettere che sembra produrre significativi benefici.

Ultimo aggiornamento 2022-10-10 / Immagini reperite su Amazon

 

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