mercoledì, 22 Settembre 2021
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    HomeCuriositàQuando i giganti vivevano tra noi tra miti e ritrovamenti

    Quando i giganti vivevano tra noi tra miti e ritrovamenti

    Le leggende sui giganti esistono in tutto il mondo e alcuni affermano di aver persino trovato prove, ma la scienza ufficiale respinge i giganti come una bufala. È tempo di dare uno sguardo nuovo agli antichi giganti?

    I giganti sono stati respinti dalla scienza e dall’archeologia come un mito, ma sono abbracciati da molte culture in tutto il mondo. A livello globale, ci sono persino strutture che si adatterebbero alla narrativa dei giganti, ma forse la cosa più importante è che le storie orali, il folklore e persino le scritture menzionano i giganti.

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    La Bibbia è piena di storie di del Medio Oriente giganti, tra cui la tribù dei Nefilim che generò gli Amorrei, Emim e Anakim, che i Sumeri chiamavano Annunaki.

    Marco Polo scrisse di aver incontrato giganti a Zanzibar che erano “così forti da poter trasportare fino a quattro uomini comuni”. Il giornalista della metà del 20 ° secolo Glenn D. Kittler ha detto della Watusi una tribù est del Congo: “Gli uomini alti intorno ai 2,5m sono uno spettacolo comune”.

    In questo contesto, i Nephilim sono stati associati a volte con gli “antichi umani”, ossia i possibili sopravvissuti di Atlantide che avrebbero contribuito alla ricostruzione del mondo post-diluviano, altre volte sono stati associati a quelli che vengono definiti “antichi astronauti”, cioè un gruppo di alieni che in passato avrebbe visitato il nostro pianeta, venendo riconosciuti come divinità.

    giganti

    Ma chi erano veramente i Nephilim?

    Un indizio sull’identità di questi giganti potrebbe essere svelato dall’analisi del loro appellativo: “nephilim”.

    Tradizionalmente, il termine ‘nephilim‘ viene tradotto con ‘giganti‘. Anche la traduzione ufficiale della Chiesa Cattolica opta per questa scelta. Ma la traduzione del termine non fornisce in alcun modo una descrizione completa di questi esseri. Alcuni dizionari descrivono i Nephilim come giganti dotati di una forza sovraumana.

    I Nephilim compaiono nell’Antico Testamento ben due volte. La prima volta nel libro della Genesi, la sezione della Bibbia che descrive i tempi remoti delle origini e poi, nella parte più vasta, il racconto dalla storia dei patriarchi Abramo, Isacco, Giacobbe e Giuseppe.

    “Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro delle figlie, i Figli degli Dèi (benei ha-elohim) videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli a loro scelta. […].

    C’erano sulla terra i giganti (nephilim) a quei tempi – e anche dopo -, quando i Figli degli Dèi si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi”.

    Osservando il passo, notiamo che, oltre agli uomini e alle loro figlie, vengono menzionati tre tipologie d’individui: i Figli degli Dèi, i Nephilim e gli “eroi dell’antichità”. Cerchiamo di capire chi sono.

    giganti

    I Figli degli Dèi

    Innanzitutto compaiono questi misteriosi Benei ha-elohim, letteralmente “figli degli dèi”. Chi sono costoro? Secondo quanto riporta la Bibbia, in un tempo remoto, esisteva una “progenie divina” che coabitava la Terra con gli uomini primordiali.

    I primi scrittori cristiani, come Tertulliano e soprattutto Lattanzio, nel tentativo di spiegare l’origine di questi misteriosi personaggi, accolsero l’idea presente chiaramente nel Libro di Enoch che i Benei ha-elohim fossero gli angeli caduti, come sembra alludere anche il passo della Genesi.

    Attenzione, però, si tratta di figli, quindi di una seconda generazione di dèi, la prole di entità che presumibilmente già abitavano sul nostro pianeta. Dunque, chi sono gli “elohim”?

    Elohim, tradotto con “Dio” nelle moderne edizioni della Bibbia, è in realtà un sostantivo plurale: è il plurale di Eloah, in ebraico, infatti, il suffisso -im è utilizzato per rendere il plurale di un sostantivo.

    Troviamo subito questo termine plurale nella frase iniziale della Genesi “Bereshit barà Elohim et hashamayim ve’et ha’arets”, che in italiano viene tradotta “In principio Dio creò il Cielo e la Terra”.

    A quanto pare, secondo la Bibbia la creazione del mondo non è opera di un’unica entità che la cultura monoteista identifica come Dio, ma è frutto di un’azione congiunta di diverse entità.

    La stessa collaborazione è confermata nel momento in cui si decide di creare l’uomo. In questo caso, la traduzione dall’originale conserva il plurale quando il “simposio creativo” esclama: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza”.

    Presa alla lettera, la Bibbia rivela la notizia che l’uomo è stato creato ad immagine e somiglianza di un gruppo di entità considerate divine chiamate “elohim”. Ma chi sono costoro?

    biglinoMauro Biglino, è uno storico e scrittore italiano, specializzato nella traduzione dei primi codici in ebraico antico all’origine dell’Antico Testamento, come la Torah e la Tanakh, basandosi soprattutto sul più antico testo disponibile, il codice di Leningrado.

    In base a questi studi, riportati nel suo libro “Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia – Gli dei che giunsero dallo spazio?“, è giunto a risultati sorprendenti, di natura ufologica, che si avvicinano molto alle conclusioni ottenute da Zecharia Sitchin.

    Biglino è stato traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo, la maggiore casa editrice cattolica, collaborazione che si è conclusa una volta iniziata la carriera da scrittore in cui porta alla luce le sorprendenti scoperte fatte in 30 anni di analisi dei cosiddetti testi sacri che da sempre sono state omesse.

    Nella sua opera “I Libri di Enoch: I Più Antichi Manoscritti Apocrifi: Angeli Caduti, Giganti Nephilim e I Segreti di Enoch “, un successo editoriale clamoroso, superiore, forse, anche alle aspettative dell’autore, che già nel titolo suona come una promessa, Biglino interpreta così il significato della parola “elohim“:

    Il significato corretto è “gli splendenti”, individui molto superiori agli uomini, ma non spirituali. Quindi non dèi.

    Questo è un termine che non apparteneva alla cultura di chi scrisse, ma che è subentrato in un secondo momento, in un processo durato secoli.

    Adamo ed Eva sono i progenitori dell’homo sapiens. E non sono stati creati dal nulla, ma su di loro gli Elohim sono intervenuti con l’ingegneria genetica, dando come un colpo di acceleratore all’evoluzione umana. Adamo, come nome, significa “quello della terra”, insomma nato su questo pianeta.

    Letteralmente è più corretto tradurlo “il terrestre”, per distinguerlo evidentemente da chi terrestre non era. Eva invece è Hawà, ovvero “la madre dei viventi”, insomma la progenitrice di tutta la specie umana”.

    Insomma, ce n’è abbastanza da rimanere a bocca aperta. Inoltre, Biglino ha le idee molto chiare anche sul valore da dare a quello che è scritto nella Bibbia:

    “Quello che scrivo oggi, e che ripeto nelle mie conferenze per l’Italia, deriva da una lunga esperienza di traduzioni letterali. E quello che racconto nel libro è ciò che per primo ha stupito me.

    Sono convinto che la religione nella quale siamo stati educati sia nata, in realtà, da un contatto tra l’umanità ed esseri tecnologicamente superiori. La Bibbia è una storia vera, racconta episodi concreti, ma poi con il passare del tempo si è perso il contatto con questa “fisicità” ed è subentrata l’elaborazione teologica”.

    Tornando ai “Figli degli Dèi”, possiamo supporre che costoro fossero la seconda generazione degli “splendendi”, gli Elohim, i quali erano giunti sulla Terra e avevano già avviato la creazione dell’uomo.

    I Nefilim secondo alcune mitologie.

    Secondo antiche cronologie questi giganti sarebbero stati sfidati e vinti in battaglie come quelle di Gog e Magog da uomini di corporatura normale. Alcune tradizioni raccontano anche che i primi giganti erano buoni.

    Bellicosi ed aggresivi, alcuni divennero poi dei terribili cannibali e costiuirono presto una minaccia per loro stessi e per gli altri uomini.

    La mitologia scandinava descrive descrive l’esistenza di giganti a Utgard, nemici dei giganti di Asgard.

    Gli indiani raccontano dei fatti simili, per non parlare della mitologia greca che trabocca di racconti dove giganti dalle forme singolari incontrano degli uomini di taglia normale.

    Un esempio è il gigante Cronos, cannibale, che divorava i suoi figlio gli omerici Ciclopi che si nutrivano di carne umana.

    I giganti sono menzionati anche nei Mahabharata, testi sacri thailandesi.

    Gli antichi Caldei parlano di un gigante chiamato Irdubar.

    In India, si parla delle peripezie di Danawa e Daita, o di Rakshasa sull’isola di Ceylon.

    La Bibbia insegna con molti dettagli che i giganti appartengono a dei popoli pagani che praticano il cannibalismo;

    I Nephilim

    Nel racconto fa la sua comparsa il termine ebraico ‘nephilim’, tradotto nelle nostre Bibbie come “giganti”. L’autore del testo sacro tiene a precisare che mentre i Figli degli Dèi erano intenti ad accoppiarsi con le Figlie degli Uomini, i Nephilim erano sulla Terra, e anche dopo!

    Si ritiene che la parola “nephilim” derivi dalla radice del verbo ebraico ‘nafàl‘, che significa cadere. Sull’interpretazione del termine i pareri degli studiosi divergono. Nei circoli biblici, la radice ha fatto pensare ai Nephilim come ad angeli decaduti. Tuttavia, il termine nafàl non può essere direttamente collegato a questo concetto.

    Come spiega Biglino in una intervista rilasciata, secondo Zecharia Sitchin, il termine deriva dal verbo nafàl e significa “coloro che sono caduti” ma sappiamo che esiste una notevole differenza semantica tra “cadere” e “scendere, venire giù”: il verbo “scendere” porta chiaramente in sé il carattere dell’intenzionalità, che non risulta invece presente nell’atto del “cadere”, un’azione che normalmente si subisce.

    Rimane quindi aperta la questione se i Nephilim sia caduti passivamente dal cielo, tuttavia, è interessante un’altra possibile ipotesi sulla base di una traduzione differente di nafàl, da intendersi come “prostrarsi”, “abbassarsi”, “servire”. In questo senso, nephilim potrebbe significare “coloro che si sono prostrati” o “coloro che sono stati costretti a prostrarsi”.

    E’ possibile che una razza di antichi uomini pre-diluviani sia entrata in contatto con una civiltà aliena che li abbia costretti a prostrarsi ai loro piedi? Oppure, costoro, sedotti dalle lusinghe dei visitatori hanno deciso deliberatamente di mettersi al loro servizio abbagliati dalla potenza e dalle meraviglie da loro compiute?


    Alcune pubblicazioni di Mauro Biglino


    Testimonianze di ritrovamenti in Sardegna


    Biglino in una conferenza parla dei giganti


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    Gian Paolo
    Gian Paolo
    1 mese fa

    Molta mitologia e pochi dati o prove concrete.

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