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Per dirla semplicemente, la proiezione astrale è un termine usato per descrivere l’anima o “corpo astrale” che lascia il corpo fisico mentre dorme o medita e viaggia dove vuole. A volte viene anche definita “esperienza fuori dal corpo (OBE)”, sebbene si potrebbe affermare che ci sono differenze distinte tra i due:

Una proiezione astrale di solito comporta uno sforzo intenzionale per inviare la tua coscienza dal tuo corpo. Di solito si riferisce alla tua coscienza che viaggia fuori dal tuo corpo verso un piano o dimensione spirituale.

Un OBE, d’altra parte, di solito non è pianificato. E piuttosto che viaggiare, si dice che la tua coscienza semplicemente fluttui o si alzi sopra il tuo corpo fisico.

Le esperienze extracorporee – o almeno le sensazioni che ne derivano – sono ampiamente riconosciute all’interno della comunità medica e sono state oggetto di numerosi studi. La proiezione astrale, tuttavia, viene considerata unicamente come una pratica spirituale.

Viaggio astrale e scienza

Sebbene la proiezione astrale possa essere un’esperienza filosofica, al momento non c’è modo di misurare scientificamente se lo spirito di una persona può o meno uscire ed entrare nel corpo durante il sonno o la meditazione. La spiegazione più semplice per le esperienze fuori dal corpo è che la persona stia fantasticando o sognando. Live Science lo riassume anche così:

“Sebbene i praticanti della proiezione astrale insistano che le loro esperienze sono reali, le loro prove sono tutte aneddotiche, proprio come una persona che prende peyote o LSD può essere veramente convinta di aver interagito con Dio, persone morte o angeli mentre si trovava nel loro stato alterato. La proiezione astrale è un passatempo divertente e innocuo che può sembrare profondo e in alcuni casi addirittura cambiare la vita. Ma non ci sono prove che le esperienze fuori dal corpo avvengano fuori dal corpo invece che dentro il cervello.”

In questo articolo leggeremo quindi il parere del mistico Shadhguru e degli esperimenti di Robert Monroe che fin dagli anni ’70 ha sperimentato scientificamente con risultati a suo dire incredibili.

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La visione di Sadhguru

DOMANDA: Cos’è il corpo astrale? Ed è possibile effettuare un viaggio astrale?

Sadhguru: al giorno d’oggi si parla molto di viaggi astrali. Le persone si sdraiano e immaginano di volare qua e là; non è così. Questa è solo immaginazione o addirittura un’allucinazione.

Ci sono cinque dimensioni o guaine del corpo. La prima guaina o il primo strato del corpo si chiama annamaya kosha o il corpo del cibo, perché ciò che chiamate fisico è solo un mucchio di cibo. Il secondo è chiamato manomaya kosha o corpo mentale. Oggi i medici parlano di malattie psicosomatiche. Se hai tensione alla testa, puoi avere un’ulcera allo stomaco. Qualsiasi cosa stia accadendo alla mente sta accadendo al corpo perché ciò che tu chiami mente non è in nessun posto. Ogni cellula del corpo ha la sua intelligenza . Quindi c’è un corpo mentale: questo è manomaya kosha.

 In questo momento, le uniche cose che sono nella tua esperienza sono il tuo corpo, la tua mente e le tue emozioni. E puoi dedurre che se queste tre cose devono accadere nel modo in cui stanno accadendo, deve esserci un’energia che le fa accadere.

Senza energia, tutto questo non può accadere.

Ad esempio, un microfono amplifica il suono. Anche se non sai nulla del microfono, puoi dedurre che c’è una fonte che lo alimenta. Il terzo strato del corpo è il corpo energetico, o pranamaya kosha.

Il quarto è noto come vignanamaya kosha o corpo eterico, e il quinto come anandamaya kosha o corpo di beatitudine. Ci riferiamo a tutto come corpo nello yoga in modo che tu possa comprenderlo come un’entità fisica. Sebbene gli ultimi due non siano fisici, li chiamiamo ancora “corpo” perché lo yoga è un metodo, non una filosofia. Stiamo vedendo come impiegare un metodo specifico per fare uso di certe cose.

Sadhguru un Maestro Spirituale contemporaneo

Viaggio astrale

Ciò che viene chiamato viaggio astrale è lasciare intatti il ​​corpo fisico, il corpo mentale, il corpo energetico e il corpo di beatitudine, e permettere semplicemente al corpo eterico di fluttuare. Ciò significa che puoi ancora svolgere la tua attività fisica nel mondo perché il tuo corpo fisico, il tuo corpo mentale e il tuo corpo energetico sono intatti. Questo è un certo tipo di maestria. Il corpo fisico, il corpo mentale e il corpo energetico sono fisici. Il corpo di beatitudine è totalmente al di là del fisico. L’eterico è un’energia transitoria, non è né fisica né al di là – è una transizione. Il corpo eterico non è qualcosa che puoi toccare a meno che tu non sia in un certo livello di sadhana e intensità dentro di te. Non puoi semplicemente spingerti dentro. Ci vuole un’enorme sadhana perché una persona lo faccia.

Ci sono alcuni sistemi di yoga in cui sono completamente focalizzati sul viaggio astrale e cose del genere. Ma tutto quel misticismo è sparito nella maggior parte di questi posti.

Quindi, queste cose sono possibili? Sì, ma non è per chi cerca intrattenimento.

Ci vuole un po’ di più. Ma qual è il significato? Perché vuoi lasciare il tuo corpo e viaggiare? Se qualcuno ti spara in testa, comunque viaggerai senza il tuo corpo! Il momento per quello verrà comunque, prima o poi. Che fretta c’è adesso? A meno che non ci sia uno scopo specifico, non vale la pena esplorarlo semplicemente per divertimento perché ci vuole uno sforzo enorme per ottenere la padronanza di queste cose e, alla fine, cosa ottieni? Non ha alcuna conseguenza spirituale.

Ci sono state scuole che sono state fondamentalmente focalizzate su questo in India – si chiama parakaya pravesha . Ci sono alcuni sistemi di yoga in cui sono completamente focalizzati sul viaggio astrale e cose del genere. Ma tutto quel misticismo è sparito nella maggior parte di questi posti. Non è rimasto molto lì. Tutti i viaggi astrali che avvengono in ogni angolo di strada in questi giorni sono solo allucinazioni.

Forse non ci aspettavamo una risposta del genere da un mistico indiano, cerchiamo di capire invece cosa ha sperimentato Robert Monroe, ma soprattutto per chi non l’avesse mai sentito nominare, chi sia.

viaggio astrale

Robert Monroe

Nel 1958 Robert Monroe, uomo d’affari della Virginia, cominciò a vivere quelle esperienze che sarebbero dovute diventare leggendarie presso gli studiosi di parapsicologia ma non solo fra loro: senza volerlo e senza poterlo prevedere, Bob Monroe si trovò a lasciare il suo corpo fisico e a viaggiare, per mezzo di un “secondo corpo” (energetico) verso luoghi del tutto estranei alla realtà fisica che conosceva.

Inizialmente era spaventato e preoccupato, pensava di essere impazzito o di essere malato a giustificazione di ciò che gli succedeva. Era un uomo pragmatico, intelligente e di successo, amava la vita e voleva capire cosa gli stava succedendo. Si affidò alla medicina e alla scienza facendo molti esami medici e ricerche. Gli dissero che era sano e che non aveva alcuna malattia ma piuttosto un dono! Un suo amico psicologo gli raccontò di persone in India che solo dopo più di 10 anni di meditazione, studio e disciplina, riuscivano ad accedere alle medesime esperienze “fuori dal corpo”.

Rassicurato che non sarebbe morto e che era sano di corpo e di mente volle capire di più, avere spiegazioni scientifiche e andare a fondo del fenomeno. Usò la sua curiosità, la sua determinazione e il suo denaro per costituire un gruppo di ricercatori che lo aiutassero a trovare spiegazioni e fondamenta scientifiche a queste esperienze. Dopo alcuni anni di lavoro di ricerca riuscì a trovare risposte e spiegazioni; addirittura mise a punto una tecnologia sonora per rendere accessibile a chiunque l’accesso a queste esperienze e ad un maggiore potenziale cerebrale!

Robert  Monroe scoprì e brevettò la tecnologia Hemi-Sync®, capace di ricreare le condizioni di accesso in totale sicurezza, a diversi stati di coscienza e ad esperienze extra-ordinarie per chiunque.

La tecnologia Hemi-Sync® – Suoni bineurali in grado di espandere la coscienza

Fondò un’organizzazione  non-profit “The Monroe Institute”, un istituto dedito alla ricerca e all’educazione dell’uomo, dove continuare lo sviluppo della tecnologia e delle sue applicazioni nella vita di tutti i giorni e nell’esplorare le potenzialità umane. Progettò il Gateway Voyage e altri programmi di formazione per permettere alle persone di sperimentare direttamente la tecnologia Hemi-Sync® e i suoi benefici.

Dagli anni ’70 migliaia di persone hanno frequentato questi corsi facendo esperienze che hanno permesso loro di migliorare la loro consapevolezza e la propria vita.  Oggi quest’uomo se ne è andato in altre dimensioni di esistenza, lasciando il compito al suo Istituto di diffondere le sue scoperte e le loro applicazioni a tutte le persone interessate.

Ci ha però lasciato alcuni libri in cui descrive le sue esperienze e una tecnologia da provare e sperimentare.

Alcuni dei suoi libri più interessanti sono: “I miei viaggi astrali fuori dal corpo” e “Viaggi lontani. Esplorazioni fuori dal corpo” disponibile anche su Amazon.

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Il primo è quasi irreperebile per l’acquisto salvo qualche asta per usato proposto a prezzi assurdi per cui dato che è facilmente reperibile in rete in versione PDF lo alleghiamo all’articolo per gli utenti registrati al sito.


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Stralci da: “I miei viaggi fuori dal corpo”

[…] Il primo segno di qualcosa di anormale si presentò una domenica pomeriggio. Il resto della famiglia era andato in chiesa ed io condussi un esperimento ascoltando una determinata registrazione su nastro, in un ambiente molto isolato.

Si trattava semplicemente di dirigere la concentrazione su un’unica fonte di segnali intelleggibili (auricolari) diminuendo la ricettività dei segnali per mezzo degli altri sensi. Il successo sarebbe stato misurato dal grado di apprendimento e di ritenzione mnemo-
nica.

Isolato da ogni altra vista e suono, ascoltai il nastro. Non conteneva alcuna suggestione insolita o strana. Considerandola retrospettivamente, fu molto significativa la forte suggestione a ricordare e ritenere il tutto, che si verificò durante l’esercizio di rilassamento. Il nastro si svolse senza alcun risultato insolito.

La mia ritenzione mnemonica fu completa e uniforme perché era stato un prodotto dei miei sforzi e mi era perciò familiare.
Anche troppo, direi, dato che nel mio caso non era possibile alcuna ritenzione di materiale nuovo o originale. La tecnica avrebbe dovuto essere utilizzata su un altro soggetto.

Quando i miei familiari rientrarono mangiammo tutti insieme uova strapazzate, pancetta, caffè. Ci fu qualche piccolo battibecco a tavola, ma del tutto estraneo al mio problema. 
 
Poco più di un’ora dopo fui preso da un crampo tortissimo, doloroso, che si estendeva dal diaframma o dal plesso solare fino sotto alla cassa toracica. Era come una fascia compatta di dolore continuo.
Dapprima pensai che si trattasse di una forma di intossicazione alimentare. Disperato, mi sforzai di rimettere, ma il mio stomaco era vuoto. I miei familiari che avevano mangiato lo
stesso cibo non avertivano alcun disturbo.

Cercai di fare ginnastica e di camminare, pensando si trattasse di un crampo di un muscolo addominale. Non poteva essere appendicite perché l’appendice mi era stata asportata. Nonostante il dolore, riuscivo a respirare normalmente e le mie pulsazioni cardiache
sembravano normali. Non c’era alcuna traspirazione né altri sintorni. Solo una rigidità dura, tesa, circoscritta di una fascia muscolare nella parte alta dell’addome.

Mi venne il sospetto che la causa fosse in qualche modo collegata alla registrazione.

Esaminando il nastro e la copia del testo non trovai nulla di anormale. Cercai di seguire tutti i suggerimenti che ricevevo, nel tentativo di cancellare qualunque suggestione inconscia che si potesse essere instaurata. Nessun sollievo.

[…] Non ho mai saputo cosa mi abbia provocato questo crampo. Ne ho fatto menzione solo perché fu il primo avvenimento fuori dell’ordinario, fisico o non fisico, che ebbe luogo.
Pensandoci adesso forse fu il tocco di una bacchetta magica, o un colpo di maglio, anche se sul momento non me ne resi conto.

Circa tre settimane dopo si verificò il secondo avvenimento importante. Non avevo continuato gli esperimenti con il registratore perché avevo un forte sospetto che fossero stati in qualche modo collegati al crampo. Non ci fu perciò alcuna causa
apparente.

Ancora di domenica pomeriggio, la famiglia era andata in chiesa. Mi stesi sul divano nel soggiorno per un breve sonnellino, mentre la casa era silenziosa. Mi ero appena steso, prono, (con la testa verso il Nord, ammesso che ciò avesse una qualche importanza), quando un raggio o un fascio di raggi sembrò uscire dal ciclo, a Nord, con un’angolazione di circa 30 gradi dall’orizzonte. Fu come essere colpiti da una luce calda. Solo che era giorno e non riuscivo a vedere alcun raggio, ammesso che ce ne fosse uno.

Dapprima pensai che fosse la luce del sole, anche se ciò era impossibile sul lato Nord della casa. L’effetto che il raggio ebbe sul mio corpo, quando lo colpì, fu di farlo scuotere violentemente o “vibrare“. Non potevo assolutamente muovermi; era come se fossi serrato in una morsa.

Scosso ed Impaurito, cercai disperatamente di muovermi.

Era come sciogliere faticosamente delle corde invisibili. Man mano che, lentamente, mi alzavo sul divano fino a sedermi, le scosse e le vibrazioni sparirono e ritrovai la piena facoltà di movimento.

Mi alzai in piedi e camminai nella stanza. Non c’era stata alcuna perdita di conoscenza di cui mi fossi reso conto e l’orologio segnava che solo pochi secondi erano passati da quando
mi ero steso sul divano.

Durante tutto questo strano episodio non avevo chiuso gli occhi, avevo continuato a vedere la stanza e a sentire i rumori esterni. Guardai fuori dalla finestra, specialmente a Nord, anche se non potrei dire perché, né cosa mi aspettassi di vedere.

Tutto sembrava normale e tranquillo. Uscii all’aperto per fare una passeggiata e meditare su questa strana cosa che mi era capitata.
Nelle sei settimane seguenti la stessa strana condizione si manifestò per altre nove volte.

[…] Nelle cinque o sei occasioni successive in cui la vibrazione si ripresentò non scoprii molto di più. Solo una volta sembrò che si trasformasse in un anello di scintille del diametro di circa sessanta centimetri, con l’asse del mio corpo al centro dell’anello. Potevo vedere chiaramente questo anello, chiudendo gli occhi. L’anello cominciava attorno alla mia testa, per scivolare poi lentamente verso i piedi e tornare quindi verso la testa, con un’oscillazione regolare.

La durata di questo ciclo si aggirava sui cinque secondi. Man mano che l’anello passava su ogni parte del mio corpo, sentivo le vibrazioni attraversare esattamente quella parte del corpo, come una fascia. Quando l’anello mi passò sulla testa, produsse un rumore fortissimo, e sentii le vibrazioni dentro al mio cervello. Cercai di studiare questo anello luminoso, apparentemente elettrico, ma non riuscii a scoprirne né la causa né la natura.

[…] Diventò quasi una noia, fino a quando, una notte, molto tardi, mentre ero a letto, appena prima di prendere sonno cominciarono le vibrazioni ed io, rassegnato, aspettai pazientemente che passassero per poter dormire. Giacevo con il braccio
penzoloni fuori dal lato destro del letto, le dita che sfioravano la coperta.

Lentamente cercai di muovere le dita e mi accorsi che riuscivo a grattare la coperta. Senza pensare né rendermi conto che riuscivo a muovere le dita durante la vibrazione, spinsi le
punte delle dita contro la coperta. Dopo un attimo di resistenza ebbi la sensazione che le mie dita penetrassero nella coperta e toccassero il pavimento sottostante. Con un debole senso di curiosità spinsi la mia mano ancora più in basso. Le dita attraversarono il pavimento e sentii la superficie ruvida del soffitto della stanza sottostante. Tastai intorno con la mano e sentii un pezzettino di legno triangolare, un chiodo piegato e della segatura.

Poco interessato da quésta sensazione di sogno ad occhiaperti, spinsi la mano ancora più in basso. Attraversai il soffitto del pianterreno e mi sembrò che tutto il braccio attraversasse il
pavimento. Toccai dell’acqua con la mano. Senza alcuna eccitazione smossi l’acqua con le dita.

Improvvisamente mi resi conto della situazione.

Ero perfettamente sveglio. Vedevo il paesaggio illuminato dalla luna,fuori della finestra. Ero cosciente di giacere sul letto, sotto le coperte, con il cuscino sotto la testa, il petto che si sollevava e si abbassava nel respiro. Le vibrazioni continuavano, ma con intensità minore.

Eppure, impossibile a dirsi, la mia mano giocava in una pozza d’acqua, ed era come se il mio braccio fosse immobilizzato e trapassasse il pavimento. Ero certo di essere sveglio, eppure la sensazione continuava.

Come potevo essere sveglio sotto ogni altro aspetto e continuare a “sognare” che il mio brac-cio era sotto di me oltre il pavimento?

Le vibrazioni cominciarono a farsi più deboli, e non so perché pensai che ci fosse un qualche collegamento fra il mio braccio che attraversava il pavimento e le vibrazioni. Se fossero scomparse prima che io riuscissi a recuperare il mio braccio, il pavimento avrebbe potuto richiudersi ed il braccio sarebbe stato perso. Poteva darsi che le vibrazioni avessero aperto, temporaneamente, un foro nel pavimento. Non mi soffermai a pensare “come”.

Tirai il braccio fuori dal pavimento, lo tirai sul letto e le vibrazioni sparirono poco dopo. Mi alzai, accesi la luce e guardai vicino al letto. Non c’era alcun foro nel pavimento o nella
coperta. Erano esattamente cpme erano sempre stati. Guardai il braccio, la mano, cercai persino qualche traccia d’acqua sulla mano. Non ce n’erano ed il braccio sembrava perfettamente normale. Mi guardai intorno. Mia moglie dormiva tranquilla, non mi sembrava che mancasse nulla.

Pensai a lungo all’allucinazione, prima di potermi calmare abbastanza da prendere il sonno.

E questo fu l’inizio di un’avventura che per Robert Monroe si protrasse per decenni. Vi invito a leggere il resto del racconto sul PDF e ad approfondire il suo racconto grazie ad una rara intervista che rilasciò nel 1992.

E voi avete mai vissuto una esperienza fuori dal corpo?

Se vi va raccontatecelo qui!
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