lunedì, 26 Settembre 2022
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Alieni o Demoni, La battaglia per la vita eterna di Corrado Malanga (P.2)

Tempo stimato di lettura: 10 minuti
Prosegue l’analisi, in sintesi, di uno dei libri più espliciti e interessanti del repertorio di Corrado Malanga sul tema delle abduction (i rapimenti alieni), affrontati con rigore scientifico dal professore, come suo solito senza peli sulla lingua.

 

Nel precedente articolo abbiamo capito in che modo il Professor Malanga si trovò negli anni passati ad affrontare questa inconsueta esplorazione dell’ignoto, vi invitiamo a partire dal precedente articolo prima di passare a questo.

Alieni o Demoni, La battaglia per la vita eterna di Corrado Malanga (P.1)

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Oggi proseguiamo l’analisi in sintesi del libro “Alieni o Demoni. La Battaglia per la Vita Eterna”. Questo è un argomento che potrà far sorridere molti, ma cercando in rete si scopre che il fenomeno è ben più vasto di quanto si possa pensare e non solo a livello mondiale ma anche sul suolo italiano per cui meglio essere informati, magari prendendo questo libro come un racconto fantasioso per essere poi “pronti” nel caso vi imbatterete, in prima persona o nel racconto di qualcuno, in qualcosa di analogo.

Questo il libro da cui estrapoliamo dei brani. Vi invitiamo ad acquistarlo per approfondire gli argomenti e leggere interi altri capitoli altrettanto interessanti che ovviamente non citeremo per ovvie ragioni di copyright e per rispetto nell’opera di divulgazione di Corrado Malanga.

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I RISULTATI

Esistono cinque livelli d’interferenza aliena dei quali, precedentemente al mio lavoro, era noto solamente il primo.

IL PRIMO LIVELLO D’INTERFERENZA ALIENA

Viene descritto come un fenomeno invasivo nel quale alcuni esseri, di solito piccoli e di colore grigio scuro o nero – qualche volta blu – prelevano il soggetto e lo conducono in un ambiente tecnologico nel quale viene sottoposto ad operazioni chirurgiche su una specie di tavolo operatorio; sia nei maschi che nelle femmine vengono impiantati microchip di controllo.

Questo è quanto appariva chiaro nelle esposizioni dei diversi studiosi americani. In realtà, le cose sono un po’ più complicate.

Esistono, infatti, almeno dodici diverse razze aliene che hanno a che fare con l’umanità e, pur impiegando tecniche diverse, alla fine cercano la stessa cosa. Ne parleremo molto approfonditamente più avanti.

LE “RAZZE” ALIENE

Ognuna di queste razze ha a disposizione esseri piccoli, definiti genericamente Grigi” o EBE (Entità Biologiche Extraterrestri, come risulta da alcuni documenti della CIA declassificati con il FOIA), che possono essere considerati cyborg, cioè veri e propri robot biologici ottenuti per clonazione.

Ne esistono di diversi tipi: vengono descritti in modo abbastanza omogeneo, ma indicando differenze nelle caratteristiche morfologiche come, ad esempio, il colore della pelle e l’altezza. Queste vengono riportate con precisione durante l’ipnosi e differiscono a seconda della razza aliena con la quale si ha a che fare.

Già dalle prime sessioni ipnotiche era risultato chiaro che le descrizioni dell’aspetto degli alieni non erano coerenti con l’ipotesi di una sola razza: o i soggetti sotto ipnosi inventavano descrizioni uguali nella sostanza e diverse nei particolari, oppure esistevano diversi tipi di alieni, simili ma non uguali.

Le testimonianze sono state esaminate nei minimi dettagli in modo da trarne indicazioni per quanto possibile sicure. Per esempio, dopo un attento esame incrociato dei particolari riportati lo studio di domande appropriate da porre agli addotti durante l’ipnosi, gli esseri blu che sembrano dei grigi più alti (150 cm invece di 100 cm o poco più) sono risultati, in realtà, neri.

Responsabile del colore blu si è rivelata l’illuminazione azzurra della sala operatoria in cui questi esseri accompagnano gli addotti. La pelle di questi “grigi alti”, che lavorano solo con gli alieni sauroidi (se ne parlerà più avanti) e sono assenti in tutti gli altri contesti, è infatti di colore nero traslucido e riflette le luci ambientali assumendone la colorazione (nero e azzurro, combinati, producono il blu).

Cinque, tra le dodici razze aliene di cui si parla, apparivano presenti con frequenza maggiore delle altre (tra queste ci sono forse le quattro stanziali a cui faceva riferimento il colonnello Philip Corso nel suo noto libro dal titolo Roswell Il giorno dopo).

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In ogni caso, piuttosto che di razze, sarebbe più appropriato parlare di gruppi di potere.

Alex Collier già dagli anni ’80 parlava di razze aliene che vivono tra noi

I gruppo di potere

Ne fanno parte esseri che sembrano mammiferi (mammiferomorfi), alti molto più di noi (circa 2,40 m), bianchi di carnagione, bianchi di capelli (lunghi), che hanno sei dita nelle mani e gli occhi chiari (azzurrini) con pupilla verticale. Questi esseri sono solitamente vestiti di bianco, portano appeso al collo un medaglione rotondo con una specie di simbolo triangolare e sembrano essere originari di una parte d’Universo caratterizzata da dimensioni spazio-temporali diverse dalle nostre. […]

II gruppo di potere

Altri, anche loro mammiferomorfi, hanno capelli chiari di colore arancio-mogano (infatti vengono spesso definiti Orange), sono alti circa 2 metri, hanno pupilla ad andamento decisamente verticale, cranio allungato che si assottiglia progressiva mente sui lati partendo dalla fronte (come la prua di una nave), pelle abbronzata, cinque dita nelle mani e sono vestiti con tute blu scuro attillate. Queste sono caratterizzate da uno stemma, posto sul pettorale sinistro e avente forma di due triangoli intrecciati. Questi alieni sembrano provenire dalla costellazione del Toro. […]

III gruppo di potere

Ancora più in alto, in un’informale scala gerarchica, sembrano esistere esseri parecchio più antichi, molto alti e vestiti sovente con abiti scuri attillati. Gli addotti con i quali abbiamo a che fare dicono di non averli mai visti direttamente e di averli percepiti come se fossero stati dietro uno schermo (è quindi difficile stabilirne l’altezza esatta anche se, da alcune considerazioni per brevità non esposte in questa sede, la si può stimare intorno ai 3 m).

Questi esseri hanno occhi tondi e quasi bianchi e, i maschi, possiedono un’appendice sotto il mento che li fa somigliare a uomini barbuti. Per di più sono dotati anche di ossa scapolari molto pronunciate che, a chi li vede di fronte, ricordano erroneamente grandi ali ripiegate dietro la schiena. […]

IV gruppo di potere

Ne fanno parte esseri di natura sauroide (li chiameremo Sauroidi, anche se vengono erroneamente chiamati “rettiloidi” dall’ufologia contemporanea).
Sembrano esisterne due tipi:
• Il primo – e più invasivo – è alto circa 2,80 m, ha cinque dita nelle mani e nei piedi più, sull’avambraccio e distante dalla mano, un’unghia rostrata – simile al dito che i gatti hanno sulle zampe posteriori – dalla struttura chitinosa molto dura.

La pelle, che sembra sempre umidiccia e traslucida, è di colore verde-marrone e, vista da vicino, appare dotata di scaglie che, se esaminate attentamente, si rivelano più morbide del previsto. La cute diventa progressivamente sempre più rossa avvicinandosi alla zona ventrale e ai polpastrelli delle mani: in questi punti si fa anche più sottile e, attraverso essa, si vede scorrere una linfa (rossa anche questa) soprattutto quando l’alieno sembra essere in collera. […]

L’aspetto generale viene descritto come quello di un drago o, a volte, di un
“coccodrillo in piedi”, anche se il viso (o muso?) è arrotondato come quello di un serpente, con labbra sottili e narici poste in fondo al setto nasale, ma laterali piuttosto che frontali come le nostre. […] Si tratta di esseri anfibi fra i quali non è evidente la presenza dei sessi; sono
sempre visti in compagnia di membri di un’altra specie, apparentemente loro sottoposta.

• Quest’ultima (la seconda del IV gruppo di potere) è composta da “Sauroidi” senza coda e alti circa 2 m; hanno pelle traslucida, occhi a palla che conferiscono rigidità allo sguardo (perciò li chiameremo Rane) e denti verticali, lunghi e sottili, che somigliano ai fanoni delle balene. Sulla testa troviamo anche delle piccole corna che, da lontano, ricordano una capigliatura a spazzola; non si tratta tuttavia di capelli, ma di molte escrescenze cornee ravvicinate. Questi esseri sono talmente simili l’uno all’altro da rendere impossibile l’identificazione di differenze pur vedendone molti contemporaneamente e sono facilmente identificabili poiché indossano un abito simile alla divisa dei militari nazisti dell’ultima guerra mondiale.
Anche tra loro non si nota la differenziazione dei sessi.

V gruppo di potere

Ne fanno parte esseri di tipo Insettoide simili alle nostre mantidi religiose (perciò li chiameremo anche Mantidi). Sono di colore verdastro e hanno un corpo chitinoso che muovono camminando sugli arti posteriori. Quelli anteriori sono impostati come se l’alieno stesse pregando quasi a mani unite; queste hanno due dita più un altro che sembra opponibile. La bocca è piccolissima e la testa, dai grandi occhi scuri, viene spesso tenuta piegata di lato. […]

Esiste poi un’altra razza di esseri mammiferomorfi dei quali è doveroso parlare in questa sede, perché risultano essere non cloni, ma schiavi (come gli addotti sotto ipnosi di solito li definiscono) di proprietà sauroide.
Si tratta di esseri piccoli (che chiameremo, appunto, Schiavi), con la pelle molto rugosa, il collo lungo con i muscoli che flettono e ruotano la testa (gli equivalenti dei nostri muscoli sternocleidomastoidei) molto in evidenza, la bocca piccola con labbra di diverso spessore (il labbro superiore è vistosamente più piccolo di quello inferiore) e gli occhi scuri e umidi.
Le dita delle mani sembra siano cinque.
Il cranio è tipicamente a forma di cuore, sviluppato in modo retroverso ma con un avvallamento al centro della fronte che scompare gradualmente verso la parte posteriore. Le orecchie sono piccole e leggermente appuntite in alto.

[…] Attorno a quelle degli alieni finora descritti, fluttuano anche le descrizioni di altri esseri, con i quali sembrava, da un primo esame errato, che gli addotti avessero meno a che fare.

Il posto d’onore spetta a quelli che l’ufologia americana chiama “Esseri di Luce” i quali, come vedremo, sono cosa ben diversa da quella che comunemente si crede.

Ecco finalmente stilato, dopo circa diciassette anni di fatiche, una specie di “bestiario cosmico” dei cui membri occorreva ricostruire le azioni per poter capire perché sono sulla Terra.

[…]

La prima cosa che apparve chiara fu la seguente: i mammiferomorfi avevano un problema che noi potevamo risolvere.

Cercavano l’immortalità!

[…] Tutti gli addotti che erano venuti in contatto con questi esseri riportavano sotto ipnosi che gli alieni vivevano: “attraverso di noi, attraverso la nostra mente…”
In questo tipo di addotti esisteva una forte dicotomia cerebrale che uno psichiatra da quattro soldi avrebbe facilmente interpretato come schizofrenia acuta; tuttavia analisi approfondite della personalità dei soggetti non lasciavano dubbi sulla loro totale sanità di mente.

Questi si sentivano spesso diversi, come se non fossero di questo mondo; avevano dei flash-back in cui ricordavano scene di vite passate e immagini in cui agivano in un contesto alieno, quasi fossero alieni loro stessi.

[…] Si è presto constatato che gli alieni preferiscono il cervello umano per immagazzinarvi le proprie memorie; infatti agli addotti, durante i rapimenti, viene ripetutamente detto che: “… il vostro cervello è una cosa perfetta, le macchine si rompono, i cervelli umani no…”

Ecco, dunque, cosa significa la frase: “… noi viviamo attraverso il vostro
cervello…”!

[…]

Angeli e Demoni

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Alcuni casi operativi

Una ragazza mi raccontò un sogno nel quale usciva in auto con il suo ragazzo.

A un certo punto l’automobile si fermava e, nel “sogno”, un UFO la sorvolava.

Il ricordo si fermava lì; ma lei, nel raccontalo, aveva orientato i bulbi oculari
nella direzione del “realmente visto”. Questo mi autorizzava a credere, anche sulla base di altri accertamenti, che avesse davvero vissuto quell’episodio.

Eccone la ricostruzione effettuata durante la seduta di PNL:
Inizio con l’esortazione a ricordare osservando la scena come da una telecamera posta a lato della macchina. Lei risponde: – Sì, vedo che noi due siamo in macchina;

l’automobile è ferma e noi siamo dentro. Il motore è spento.
– Cosa state facendo in macchina?
– Niente!
– Come niente, magari state guardando l’ufo?
– No, siamo fermi e basta.
– Come siete vestiti tu e il tuo ragazzo?

Questa domanda serve solo a focalizzare maggiormente il ricordo sul realmente accaduto e ad attivare i processi mentali che emergono durante il cosiddetto “sogno ad occhi aperti”, quando il Subconscio attenua progressivamente il proprio controllo.

Lei comincia a descrivere gli indumenti, poi appare chiaro che quelli del giovane non la convincono e si stupisce di non averci fatto caso in precedenza. Questo è il segno che dal sogno, se mai proprio di questo si trattava, si sta passando a qualcosa di più concreto.

La ragazza è sconcertata: il ragazzo non dovrebbe essere vestito così.
– Ma allora era un’altra volta, non quella volta lì!
– Quale altra volta?
– In effetti l’estate scorsa sono uscita con il mio ragazzo e lui era veramente vestito così!
– Bene, che problema c’è? Come accade abitualmente, nel sogno hai preso spunto da qualcosa di realmente accaduto. Perché questo ti meraviglia?
In realtà lei comincia a comprendere che il ricordo sta assumendo sempre più l’aspetto di qualcosa di realmente accaduto e questo la infastidisce non poco. Corruga la fronte e io la distraggo con un’altra domanda: – E l’ufo dov’è… nel sogno?
– E fermo sulla macchina, in alto (pausa)… È strano, perché nel sogno me lo ricordavo in movimento.
– Guarda il cielo. Quando il sogno finisce è sempre dello stesso colore?
– No… è buio, ora (notare l’uso del presente).
– Strano… ma nel sogno non erano passati pochi secondi (perplessità della ragazza)?
Ora inserisco la “telecamera”, le spiego che vorrei che ricordasse la scena come se l’avesse vista “dall’alto” ed ecco quello che succede:
– Cosa si vede da questa posizione?
– Si vede la macchina.
– Chi c’è dentro?
– Il mio ragazzo, che sta fermo come se fosse addormentato e ha lo sguardo fisso in avanti.
– E tu non ci sei? Sei scesa dalla macchina, allora?
– No, io non ci sono nella macchina.
– Allora la macchina ha lo sportello aperto dalla tua parte, oppure lo hai richiuso quando se uscita?
– No, lo sportello è chiuso.
– E tu dove sei ora?
– Io, io sono in alto. E vedo la macchina dall’alto; si vede il tetto.
– E come sei arrivata lì?
– Eh, sono uscita.
– Uscita da dove?
– Dal tetto.
– E come hai fatto?
– Non lo so… ci sono passata attraverso.
L’aggancio con le prime àncore è stato realizzato, ora lo rinforzo con quelle
cenestesiche.
– E ora vedi tutto dall’alto.
– Sì.
– Fa freddo, lì in alto?
– No, non si sente niente, nemmeno i rumori.
– E sopra di te cosa c’è?
– Una cosa tonda, con un buco nel mezzo; la luce viene da lì e io ci vado dentro…

Qui comincia il vero e proprio racconto con i soliti annessi e connessi: lettino
operatorio, esseri piccoli, grigi e macrocefali con quattro dita nelle mani e gli occhi senza palpebre, poi la presenza di esseri umanoidi alti e chiari di capelli, una strana sedia ginecologica, il solito tubo nero per estrarre il feto alieno dall’utero della malcapitata la quale, nel frattempo, ha perso i suoi vestiti.


Nota: il racconto estrapolato dal libro ci fa venore alla mente le esperienze di Giovanna Podda già raccontati in altro articolo pur non essendo la persona citata da Corrado Malanga.

Giovanna Podda e la sua disturbante storia delle gravidanze aliene


Durante la seduta la ragazza ferma il racconto più volte ed esclama: “Ma non è possibile! Quei bastardi mi hanno fatto questo!” e altre frasi simili dalle quali trapelano la rabbia e lo stupore. Prevale la netta impressione che non abbia dubbi nel ritenere ciò che sta rivivendo come il ricordo di una realtà realmente vissuta, non una fantasia.

Durante il rivissuto il soggetto spesso recita frasi del tipo: “Ma cosa vogliono
questi da me?” oppure: “Non voglio, non voglio che mi facciano questo”.

[…]


Ci fermiamo qui abbiamo estrapolato qualche contenuto da circa una quarantina di pagine tra le oltre duecento del libro del professor Malanga. Vi invitiamo ad approfondire acquistando il libro e concludiamo l’articolo con la registrazione audio di una ipnosi regressiva effettuata dal Professor Malangache introdurrà il prossimo articolo in cui parleremo della presenza di militari terrestri collusi con razze extraterrestri.

In questo primo video durante una conferenza sui rapimenti alieni Corrado Malanga riporta un dialogo tra lui e un militare israeliano coinvolto nel fenomeno delle interferenze aliene. Il militare israeliano afferma che il progetto, di cui egli fa parte, è iniziato con la seconda guerra mondiale. Gli addotti (cioè i rapiti dagli alieni) raccontano di cilindri trasparenti in cui sono conservati i corpi sia di alieni sia di esseri umani, e tra questi ultimi è stato riconosciuto il führer del Terzo Reich, ossia della Germania nazista, Adolf Hitler.

Nella seconda parte che pubblicheremo in seguito è riportata la registrazione audio di una delle ipnosi ove il militare israeliano descrive le procedure, utilizzate durante le abduction, a cui la spiegazione contenuta in questo video si riferisce.

Corrado Malanga spiega l’ipnosi regressiva


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Vi segnaliamo infine, per chi è interessato, un gruppo Facebook in cui si tratta questo argomento, vi sono molte trascrizioni delle ipnosi e si scambiano idee.

PAGINA FACEBOOK: LE IPNOSI DI CORRADO MALANGA


 

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Se sei arrivato/a a questo articolo e fin qui nella lettura potrebbe non essere un caso…

Corrado Malanga parla dei rapimenti alieni in una recentissima intervista.

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