venerdì, 30 Luglio 2021
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    Vadim Zeland e il Transurfing

    Di Vadim Zeland si sa ben poco, di lui si hanno solo poche informazioni reperibili in qualche sito russo e in qualche pagina che riporta le sue rarissime interviste.

    Di origine russa, è diventato noto grazie alle sue opere editoriali innovative che spiegano una tecnica nota come “Transurfing“.

    Esperto di fisica quantistica, ha dedicato parte della sua vita alla tecnologia informatica, fino a quando non ha incontrato (canalizzato?), il Transurfing.
    In una rarissima intervista rilasciata alla stampa, Zeland dichiara di non essere assolutamente un maestro spirituale, ma solo una persona fortunata che ha reso disponibile a tutti un approccio testato personalmente.

    “Ottenete solo quello che siete pronti a ricevere”

    Ma cos’è il Transurfing?

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    Il Transurfing non è una tecnica di auto-miglioramento, ma un modo di pensare e di agire per ottenere quello che vuoi. Non lottare per ottenerlo, ma semplicemente ottenerlo. E non si tratta di cambiare se stessi, si tratta di tornare al proprio vero sé. E ‘molto semplice. Il mondo è come uno specchio, riflette il tuo atteggiamento verso di esso. Se non sei soddisfatto del mondo, esso rigetterà indietro quella insoddisfazione su di te. Se lotti contro di esso, lotterà contro di te.

    Quando smetti di lottare, il mondo corrisponderà ai tuoi desideri. Se avrai il coraggio di avere ciò che desideri, l’intenzione esterna troverà un modo per dartelo. Poi un giorno accadrà un miracolo, ma sembrerà un “miracolo” solo agli altri, non a te. Sei alla disperata ricerca di qualcosa di speciale? Smetti di essere disperato per questo, stai per ottenerlo comunque. Faresti meglio a pensare che stai solo prendendo ciò che ti appartiene. Stai prendendolo senza chiedere o insistere.

    In sintesi si potrebbe definire una  tecnica di sogno lucido durante lo stato di veglia.

    Svegliandoti in un sogno, acquisisci la possibilità di subordinare al tuo volere lo svolgimento degli eventi e fare cose incredibili, come volare. Imparare a volare in realtà per la persona media è quasi impossibile, ma ottenere il controllo degli eventi nel corso della vita è abbastanza fattibile. La realtà ha due forme: fisica, che è possibile toccare con le mani, e metafisica, che si trova al di là della percezione, ma non meno oggettiva. In un certo senso il mondo è uno specchio duale senza confini, su un lato del quale abbiamo l’universo materiale, e sull’altro si estende uno spazio metafisico di varianti – la struttura di informazioni che memorizza tutti i possibili scenari degli eventi.

    Il numero di possibilità è infinito. C’è registrato tutto ciò che è stato, è e sarà, e da lì arriva a noi tramite sogni, chiaroveggenza, conoscenza intuitiva e realizzazioni. Un uomo incantato dallo specchio della vita, ritiene che esso rifletta l’unica effettiva realtà. L’effetto specchio crea l’illusione che il mondo esterno esista di per sé e non può essere gestito. Come risultato, la tua vita diventa come un gioco in cui le regole non sono stabilite da te. Naturalmente ti è consentito fare qualsiasi tentativo di influenzare ciò che accade. Ma ti manca la cosa principale – non ti hanno insegnato i trucchi per diventare quello che lancia i dadi.

    Tuttavia se ci si scrolla di dosso la delusione e ci si guarda intorno, cominciano a succedere cose incredibili. E’ come uscire dal flusso degli eventi e trovarsi al centro di un caleidoscopio gigante, che ti ruota attorno proiettando le facce della realtà.

    Tu sei parte di questa realtà, e al tempo stesso, esisti separatamente, in modo indipendente.

    Questo, appunto in sintesi, ma approfondendo si potrebbe accennare al principio del coordinamento delle intenzioni.

    La vita umana, come qualsiasi altro movimento della materia, è una catena di causa ed effetto. Ogni evento nella linea della vita ha due diramazioni nello spazio delle varianti – una positiva e una negativa. Ogni qualvolta che ti trovi di fronte a un evento, effettui una scelta. Se consideri un evento positivo, vai a finire in un settore favorevole della linea della vita. Tuttavia, la tendenza alla negatività spesso ci conduce a esprimere insoddisfazione e a scegliere la direzione negativa. La successione dei problemi non sarebbe il guaio peggiore, ma come ti rapporti con essa. Se per contrasto preferissi considerare l’apparente evento negativo come positivo, allora tutto sarebbe diverso. Si potrebbe pensare che si tratta di ordinario ottimismo e che non c’è nulla di nuovo qui.

    Tuttavia, anche se fossi almeno tre volte più ottimista, non riusciresti in ogni circostanza a mantenere il buonumore, se sei sano di mente. L’ottimista spera solo che tutto vada bene, ma lo fa inconsciamente, perché quella è la sua natura. E se io fossi un pessimista, come questo è il caso, che posso fare? Come  si può convincere qualcuno con il trito e ritrito “andrà tutto bene”? Se capita una grossa noia, dichiarando tale “tutto andrà bene” capovolgerà la situazione.  Funziona al cento per cento – tutto alla fine andrà bene. Sono io che dirigo la realtà è non  viceversa.

    Pensi che ora io sia un altro? Non del tutto – ho cambiato il mio atteggiamento, pur restando me stesso – sempre lo stesso pessimista. Ma formando il pensiero intenzionalmente, attuando il meccanismo delle intenzioni esterne che opera dal retro, il lato metafisico dello specchio duale. Come risultato, la variante si materializza, si incarna nella realtà.

    “Alla fine otteniamo sempre le cose e le situazioni che dominano fortemente i nostri pensieri. I nostri pensieri ci ritornano sempre indietro come boomerang.”

    Come Vadim Zeland ha compreso tutto questo?

    Dopo essere passato attraverso un processo lento e laborioso, gli si è aperto una sorta di canale attraverso il quale scorrevano le informazioni. La conoscenza dei principi della gestione della realtà gli è arrivata, dice, tramite un canale trascendente da cui continua ad essere trasmessa.

    Le regole di Vadim Zeland

    Le regole generali per la gestione della realtà secondo i concetti del Transurfing possono essere formulati come i “sette principi dello specchio” (vai all’audiolettura del libro).

    1. Il mondo, come uno specchio, riflette il tuo atteggiamento.
    2. Il riflesso si forma nell’unità di anima e mente.
    3. Lo specchio della dualità riflette con un ritardo.
    4. Lo specchio rileva il contenuto delle relazioni, ignorandone la provenienza.
    5. Non pensare a quello che non vuoi, ma a ciò che ti stai sforzando di raggiungere.
    6. Lascia andare la presa e permetti al mondo di muoversi con le varianti attuali.
    7. Percepisci qualsiasi cosa come un segnale positivo.

    “Se uno è convinto che le occasioni migliori sono già state vendute tutte, trova scaffali vuoti. Se crede che per un prodotto di qualità vale la pena di fare la fila e pagare una grossa somma di denaro, è obbligato a fare in quel modo. Se le sue aspettative sono pessimiste e piene di dubbi, è certo che si avvereranno”

    Dalle sue canalizzazioni, e quindi dalla sua conoscenza acquisita Vadim Zeland scrive parecchi libri, tutti molto interessanti e pieni di contenuti, di semplice lettura ma che in alcuni casi andranno letti e riletti affinché le tecniche spiegate possano essere ben comprese e messe in pratica nel vivere quotidiano.

    Una rarissima intervista tradotta in Italiano di Vadim Zeland

    C’è chi giura che funzionano se ci credi veramente e in rete si trovano parecchie applicazioni delle sue tecniche che però tendono a perdere di credibilità se apprese fuori dal contesto metafisico con cui sono state ideate… in poche parole dovreste prima leggervi i libri, comprendere di cosa parla e poi provare delle applicazioni pratiche.

     



     

    In quest’altro post potrete conoscere e sperimentare una delle tecniche di applicazione più conosciute, “la tecnica del bicchiere d’acqua“, per cui tornate sempre sul blog, a trovarci perché verranno proposti in altri articoli le letture di alcuni suoi libri.

    E tu… Conoscevi già il Transurfing e Vadim Zeland? Hai letto e/o sperimentato qualcosa che vorresti condividere? Raccontaci tutto…

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